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Delitti di Libidine

In Delitti di libidine, Lombroso esplica i suoi teoremi avvalendosi della metodologia che è stata tipica del suo metodo di lavoro: escursioni trasversali e comparativismi in culture e tempi lontani, non relazionabili nell’ottica della moderna antropologia e inoltre supporto di dati statistici parziali.

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I delinquenti nell'arte

Nel volume che qui proponiamo, I delinquenti nell’arte (1906), Enrico Ferri ha effettuato un’interessante esplorazione, privilegiando soprattutto la letteratura e suggerendo tutta una serie di piste per utili approfondimenti, che non si limitano alla stretta valutazione analitica di marca criminologica. Ferri fornisce una serie di dati sulla criminalità coeva, aprendo feritoie ontologiche dirette, secondo i modelli interpretativi del periodo, verso parallelismi che cedono a comparazioni e suggeriscono piste di ricerca traversali, dalla scienza all’attività eminentemente creativa.

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I precursori di Lombroso

Scorrendo I precursori di Lombroso, ci rediamo conto che Antonini dedica ampio spazio a quelle che, a partire dal mondo antico, furono le più arcaiche procedure per cercare di “leggere” l’anima dell’uomo attraverso il suo aspetto esteriore. Nella fisicità del soggetto, secondo il processo deduttivo che ha le sue radici nella filosofia aristotelica, sarebbe rivelabile (anche) il sigma della criminalità: strumento analitico principe dominate la fisiognomica…

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La coppia criminale

Con La coppia criminale, Scipio Sighele si dimostrò uno straordinario innovatore, suggerendo per la prima volta l’analisi di una tipologia di crimine che ancora non era stata oggetto di attenzione così approfondita, neppure da Cesare Lombroso, allora considerato dal sociologo bresciano un punto di riferimento, da cui via via però si allontanerà.

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Nella mente e nel… fisico del poeta

Il saggio di Patrizi è ampio e articolato, già scorrendo l’indice del testo originale – del quale qui proponiamo una selezione dei capitoli salienti – abbiamo modo di constatare che l’autore conduce la sua analisi a trecentosessanta gradi, coinvolgendo molteplici aspetti per sorreggere la tesi sostanziale delle sue proposte “psico-antropologiche”: la relazione tra pessimismo e neuropatia. Per farlo coinvolge ampiamente gli aspetti legati all’ereditarietà, rientrano pertanto nel percorso analitico i genitori, i fratelli e un’ampia schiera di parenti dei quali il medico ha raccolto informazioni sulle loro condizioni fisiche e psichiche, suggerendo così anamnesi remote sorrette da metodologie rientranti nella cultura scientifica dell’epoca: dalla medicina all’antropologia criminale.

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Spiritismo e positivismo

In questo volume abbiamo raccolto alcuni testi sulle discussioni che infervorarono la scienza negli anni in cui lo spiritismo, anche con l’apporto di un’osservazione sempre più specialistica da parte degli scienziati, tentava di guadagnare posizioni e quindi affrancarsi dalle secche della pseudoscienza in cui era stato relegato.