ISBN: 978-88-98862-29-0

Prezzo: € 15,00:

Pagine: 144


TORINO UCCIDE

Storie nella storia

di Luisio Luciano Badolisani

TORINO UCCIDE

Storie nella storia

di Luisio Luciano Badolisani


Negli stessi giorni e nelle stesse ore in cui nel mondo si verificano eventi che rimarranno per sempre scritti nei testi di storia, a Torino accadono fatti criminali che scuoteranno le coscienze e la vita di pochi.

Osservate le persone che potreste incontrare ogni giorno o avere come vicini di casa, tra loro si potrebbe annidare l’imprevedibilità della violenza. La presunzione d’innocenza non è solo un diritto, ma una condizione esistenziale. La giustizia persegue la verità, ma non sempre condanna i veri colpevoli.

L’attentato dell’Angelo Azzurro di via Po, la caduta dell’aereo che riportava a casa la squadra granata, la strage di Bologna, sono alcuni dei grandi temi che fanno da sfondo ai racconti “neri” di Badolisani,

che affronta con vivacità i drammi legati alla Torino dello scorso secolo, ambientando storie curiose nell’attualità dell’epoca, in una danza magistrale e inquietante.


L’ AUTORE:


Luisio Luciano Badolisani, formatosi artisticamente a Torino alla fine degli anni ‘70, è autore e interprete teatrale. Negli anni ‘90 ha collaborato con la cooperativa teatrale Assemblea Teatro. Ha preso parte a fiction televisive: Passioni (RAI Uno) e Vivere (Canale 5) e a film (Tornare indietro di Renzo Badolisani e Terrarossa di Giorgio Molteni). Autore dei romanzi Una rosa a dicembre - ed. Fògola e Il silenzio dei rimorsi - ed. Baima & Ronchetti. È giornalista pubblicista.

RECENSIONE DEL LIBRO SUL BISETTIMANALE

"LA NUOVA PROVINCIA"

Per ascoltare intervista andata in onda questa sera

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RECENSIONE DEL LIBRO SUL QUOTIDIANO

"LA STAMPA"

“Torino uccide”

Tra realtà e fantasia ai piedi della Mole

- tratto dalla recensione di LaProvincia.it, articolo di Marta Martiner Testa


Che siano vittime o carnefici sono donne le protagoniste dei cinque racconti ambientati a Torino negli anni del secolo scorso (in particolare tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80) del nuovo romanzo di Luisio Luciano Badolisani, torinese d’adozione, autore e interprete teatrale e scrittore (Una rosa a dicembre, Il silenzio dei rimorsi). “Torino uccide”, pubblicato dalla casa editrice torinese Yume Edizioni, racconta cinque storie appassionanti, ambientate tra vie, palazzi e locali della città. Luoghi in cui l’autore è cresciuto e che ci restituisce in tutta la loro atmosfera del passato, soprattutto quella degli anni del terrorismo che segnarono pesantemente il capoluogo piemontese. Un’idea assolutamente curiosa e accattivante è quella di aver scelto, come filo conduttore dei cinque racconti di “Torino uccide”, altrettanti eventi rimasti in modo delebile nella memoria di tutti.


E così, tra gli avvenimenti che tristemente segnarono la storia italiana, il rapimento dell’onorevole Aldo Moro il 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, da parte di  un commando delle Brigate Rosse, la strage alla stazione di Bologna il 2 giugno 1980, l’attentato al bar discoteca Angelo Azzurro di via Po a Torino del 1° ottobre 1977, in cui perse la vita uno studente universitario, ma anche la tragedia di Superga del 4 maggio 1949, quando l’aereo che riportava a casa da Lisbona la squadra del Torino si schiantò contro il terrapieno della Basilica, si intrecciano con i racconti noir di Badolisani all’ombra della Mole. «A parte “Nebbie e pistole” che ci riporta a un’altra Torino, a quella del Dopoguerra che io non ho conosciuto direttamente, gli altri quattro racconti sono contestualizzati a eventi storici del Novecento, patrimonio dei miei ricordi adolescenziali», spiega lo stesso Badolisani nella sua introduzione al libro, che è anche una dedica proprio alla città di Torino.


Attraverso varie sfaccettature ci vengono raccontati Torino e i suoi protagonisti, così diversi tra loro e tutti dalla forte caratterizzazione. In un soffio leggiamo ciò che accadde a Mariarosa, che «aveva compiuto da poco ventisei anni. Una bella ragazza prosperosa arrivata a Torino da meno di un anno dal meridione. La poveretta si era trovata dall’oggi al domani a vendere il proprio corpo sul ponte della Dora, a volte anche in pieno giorno nei pressi della chiesa Santa Croce»; e ciò che accadde a Cecilia, infermiera volontaria al Cottolengo, e a Rita, «scesa dal treno a Porta Susa. È una ragazza di venticinque anni. Sa di non passare inosservata». Tra gli eventi ricordati da Badolisani anche la finale del Campionato del mondo di calcio del 1982: mentre gli occhi della città sono puntati sulla partita, il lettore segue invece la vicenda che lega altre due donne, Felicetta e Monica.


Infine ci ritroviamo in via Sant’Ottavio, accanto a via Po, dove il commissario Alfonso Laganà è alle prese con una nuova indagine per omicidio, quello della povera Elvira: «Nel modesto appartamento di tre stanze ci sono gli uomini della scientifica che fotografano e fanno rilievi. In cucina, riverso sul pavimento si trova il corpo della vittima, la moglie del lattaio, in una pozza di sangue, tra il tavolo e il lavandino, con il capo verso il corridoio e i piedi in direzione della porta finestra e del frigorifero. Sopra di lei c’è un gatto, morto».

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7 febbraio 2016, intervista di Luisio Luciano Badolisani

per Torino uccide, Radio Veronica One