PRIMO PREMIO LETTERARIO
YUME “LOVING ITALIAN BOOK 2014”

I VINCITORI DEL CONCORSO YUME

“LOVING ITALIAN BOOK 2014”:

Primo Classificato: Carlo Tosco con l'opera "Le armi nel buio"

Secondo Classificato: Gianluca Giani con l'opera "il giallo delle pagine gialle"

Terzo Classificato: Giuliano Dolfini con l'opera "quel vento della val susa e il melo miracoloso"

Quarto Classificato: Piervittorio Formichetti con l'opera "all'ombra della storia"

Quinto Classificato: Carmine Mari con l'opera "Il regolo imperfetto"

Sesto Classificato: Maurizio Cocchi con l'opera "la squadra h e la casa dalle finestre che piangono"

Settimo Classificato: Rolando Perri con l'opera "alla ricerca della lettera d"

Ottavo Classificato: Giancarlo Padula con l'opera "L'inganno del secolo"

Nono Classificato: Angela Baldi, Codice Otto, Luca Scarano con l'opera "Protocollo Capraia"

Decimo classificato: Tiziana Nigro con l'opera "il chiasso del silenzio"

MOTIVAZIONI E APPROFONDIMENTO SUGLI AUTORI


CARLO TOSCO, PRIMO CLASSIFICATO


CARLO TOSCO è laureato in Architettura e in Teologia, insegna Storia dell’Architettura e Storia del giardino e del paesaggio al Politecnico di Torino. E’ specializzato in Études Médiévales e ha al suo attivo diverse pubblicazioni e saggi sull’architettura del medioevo e sulla storia del paesaggio.


Incipit “ARMI DEL BUIO”

Da qualche mese Eric soggiornava alla canonica di Saint-Blaise, tra le montagne elvetiche. Le sue origini però erano italiane: proveniva da una famiglia di piccola nobiltà, originaria dell’Appennino emiliano. In quanto secondogenito maschio era stato indirizzato, fin dalla prima giovinezza, alla carriera ecclesiastica. La religione era tradizionalmente molto intensa nella vita della sua famiglia.  Tra i ricordi più forti della sua infanzia c’era il primo viaggio fuori dalle mura di casa, quando il padre l’aveva condotto con sé a Roma, in pellegrinaggio. In contrasto con il freddo delle montagne dov’era cresciuto, ricordava come un incanto quel sole e quel calore che sapevano di Oriente e di mare. (…)

Di sua madre, invece, Eric ricordava pochissimo. Proveniva dalla Francia, e a lei doveva il suo nome, che ricordava i personaggi dei romanzi cavallereschi. Era scomparsa quando lui era ancora bambino, come fosse partita per un lungo viaggio, tornata nel suo paese lontano.


Parere della giuria

Romanzo storico ambientato nel 1439, narra le vicende del giovane Eric e del suo avvicinamento alle dottrine eretiche. La struttura del testo è quella del thriller, l’approfondimento storico è ben delineato.

Il lettore è catturato dalla superba narrazione che avvince sino all’ultima pagina.




GIANLUCA GIANI, SECONDO CLASSIFICATO

GIANLUCA GIANI, laureato in ingegneria elettronica, è il nipote del fondatore della Seat Pagine Gialle; appassionato della sua città, Torino, ha al suo attivo la pubblicazione di un testo vincitore di un concorso radiofonico.

Incipit “IL GIALLO DELLE PAGINE GIALLE”

Il protagonista di questo romanzo é mio nonno Ernesto. Ma io non l’ho immaginato come, di solito, si pensano i nonni, nei loro ultimi anni di vita: vecchio e raggrinzito, con i capelli bianchi e tanta saggezza da distribuire ai nipoti.

Mio nonno l’ho immaginato a 36 anni, nel pieno della vigoria fisica e delle risorse mentali, e, se vogliamo dire, anche un po’ spavaldo.

Nella storia che ho raccontato c’é, ovviamente, anche la nonna Pierina, che, come tutte le donne dell’epoca, stava a un passo dietro al marito sulla scena, ma che poi, a ben vedere, risulterà di importanza decisiva per il buon governo della famiglia e per la creazione di quella che sarebbe diventata una delle più grandi aziende torinesi del secolo scorso.


Parere della giuria

A cavallo tra la reale storia del nonno di Gianni e alcune licenze poetiche atte allo svolgersi di un thriller grintoso, il romanzo si svolge in un crescendo di pathos e di curiosità sulla Torino di inizio ‘900, senza mai perdere colpi e trascinando il lettore in un a vicenda di spionaggio in cui l’elemento chiave è… l’elenco del telefono del 1911.

La prosa è incalzante e ben modulata, condita di fatti avvenuti e personaggi del tempo.





GIULIANO DOLFINI, TERZO CLASSIFICATO

GIULIANO DOLFINI è stato giornalista per la RAI oltre che per varie testate nazionali e piemontesi. Si interessa da anni del territorio piemontese e dei suoi abitanti, di cui ha raccolto le storie in due testi da lui pubblicati.

Incipit “QUEL VENTO DELLA VAL SUSA E IL MELO MIRACOLO”

Se il vento fischia, portami via con te...     

Gli abitanti della Val Susa, quando vedono le nubi che si gonfiano sulle vicine Alpi francesi, dicono che è arrivata la “runfa”. E' la bufera che precede di qualche ora il vento di caduta delle alte montagne.

Lassù - tra lo Chaberton e la punta Sommeiller, i  ghiacciai e i massicci dell'Ambin, del Giusalet e del passo del Moncenisio - la “runfa”, sferza,  fustiga e plasma il rude paesaggio. Come sulle vette e dell'Himalaya o nella tundra della Siberia. La piramide innevata del RocciaMelone ed i tre Denti dell' Orsiera-Rocciavrè, diventano come vulcani in eruzione.


Parere della giuria

Un delitto medievale svoltosi nel convento di San Francesco è il filo conduttore di un thriller storico avvincente, che nello svolgersi della storia ci parla accuratamente della Val di Susa ed in particolare della Susa di quel periodo storico. Interessantissime le curiosità e gli aneddoti non conosciuti dai più.

Personaggi realmente esistiti si alternano con la finzione in un balletto nel quale sembra quasi di leggere la cronaca di un evento realmente accaduto. "Libro molto apprezzato da un giurato in particolare, M.C., che all'inqusitore ucciso a Susa (a cui questo romanzo si ispira) ha dedicato una ricostruzione storica in un saggio pubblicato alcuni anni fa".



PIERVITTORIO FORMICHETTI, QUARTO CLASSIFICATO

PIERVITTORIO FORMICHETTI, laureato in scienze dei beni culturali, ha approfondito le sue conoscenze presso il centro di studi Pietro Gobetti e il CISDRe, e attualmente lavora come pubblicista.

Incipit “ALL’OMBRA DELLA STORIA”

Il cognome oggetto di questa ricerca ha radici antiche e misteriose: in Francia o in Spagna? In Italia, soltanto a Torino ha alle spalle almeno tre secoli di presenza, grazie a una famiglia orbitante intorno alla corte dei Savoia sulla quale i dati sono rimasti finora sparsi, frammentari e toccati soltanto incidentalmente dagli studiosi degli àmbiti cerimoniale, burocratico e militare del regno sardo-piemontese.

Parere della giuria

Un’accurata ricerca genealogica sulla famiglia AMBEL, importante cognome torinese che ha attraversato 300 anni di storia della città. Lo studio si presenta accurato, approfondito e molto scorrevole, adatto anche ad un pubblico non prevalentemente storico.

Gli avvenimenti ed i personaggi della famiglia Ambel catturano il lettore e la capacità dell’autore è quella di supportare con fonti storiche accurate ed interessanti deduzioni.



CARMINE MARI, QUINTO CLASSIFICATO


CARMINE MARI, laureato in sociologia, è allenatore e docente di psicologia dello sport per la Federazione Italiana Canoa Kayak per la quale ha pubblicato sulla rivista “Canoa Ricerca” svariati articoli; è inoltre appassionato di modellismo storico.

Incipit “IL REGOLO IMPERFETTO”

Da giorni non metteva il naso fuori dall’ospedale.

Scrocchiò le dita indolenzite, stiracchiò le braccia sopra la testa poi si stropicciò gli occhi arrossati per la stanchezza. Per finire mancava da ricopiare solo un foglio dell'ultimo capitolo.

Pietro si accertò che l’inchiostro fosse asciutto prima di riporre le pergamene nella sacca ai

suoi piedi.

(…)Il viaggio era stato lungo, durato mesi.

Maestro Giovanni aveva guidato la piccola compagnia attraverso ospedali e biblioteche del nuovo regno di Federico, in cerca dei codici di Charaka. Un testo indiano scampato per miracolo all’incendio della biblioteca di Bisanzio nel 1204 e che, si diceva, fosse finito in Terrasanta.


Parere della giuria

Intrighi e misteri medievali in un giallo ambientato nella Salerno del 1200. Un’affannosa ricerca del Codice di Charaka per ricreare un farmaco portentoso ricavato dalle muffe di una bacca dà vita ad una trama intensa e puntuale, dove i personaggi diventano compagni del lettore e tutto si incastra in un puzzle di nuovi accadimenti.



MAURIZIO COCCHI, SESTO CLASSIFICATO


MAURIZIO COCCHI è bolognese, laureato in psicologia e tra i fondatori della Spep Coop. Dopo essere stato, tra le altre cose, vicepresidente di quartiere e curatore di un testo intitolato “protagonisti dell’handicap”, è attualmente presidente della Virtual Coop, fondata nel 1996.

Incipit “LA SQUADRA H E LA CASA DELLE FINESTRE CHE RIDONO”

Giuseppe Antonio Fariello era da poco questore di Bomofema, una tranquilla città situata tra Bologna, Modena, Ferrara e Mantova. Si trattava di un famoso questore antimafia, che aveva subito numerosi attentati, temuto da tutte le cosche e che cominciava a dare fastidio anche ai più alti livelli della politica e dell'economia. Per questi motivi, oltre che su sua richiesta, ardentemente sollecitata, era stato messo nella questura di una piccola città di provincia per riposarsi e magari riflettere sulle sue spinte giustizialiste.

Parere della giuria

Una storia moderna e ben congegnata, degna di una bella commedia francese. Alcuni portatori di handicap vengono assunti in una questura come poliziotti, questo consentirà di ricevere finanziamenti per una necessaria ristrutturazione. Ironia e battute spirito sono la carta vincente della storia, in alcuni momenti leggermente estemporanea.


ROLANDO PERRI, SETTIMO CLASSIFICATO


Rolando Perri, autore di Cosenza, ha pubblicato diversi libri e vinto molti concorsi in tutta Italia.


Incipit “ALLA RICERCA DELLA LETTERA D”

Una lunga teoria alberata di pioppi frangivento delimitava la strada: un rettilineo il cui fondo era irregolare, non uniformemente bitumato, sul quale transitavano autoveicoli e autocarri con una certa frequenza e una continuità sempre crescente per una rinascita che ciascuno, singolarmente, e la comunità, nel suo complesso, respiravano a pieni polmoni.
Era quell’aria nuova e frizzantina che, solitamente anche ai nostri giorni, annuncia trasformazioni epocali e grandi eventi, tesi a scuotere dal torpore e da esperienze passate negative un corpaccione ferito e provato da colpi e fendenti ben assestati.

Parere della giuria

Le vicende di una famiglia dal Fascismo ai giorni nostri si diramano in pagine connotate fortemente dal significato e, a volte, dall’insensatezza della vita. Una nota positiva in conclusione: tutto ritorna al suo posto e le ingiustizie sono raddrizzate dal destino stesso, anche se con l’aiuto dell’uomo.



GIAN CARLO PADULA, OTTAVO CLASSIFICATO


Gian Carlo Padula alla carriera di giornalista, per la quale è stato insignito della medaglia d’argento al valore professionale dall’Ordine dei Giornalisti delle Marche, affianca quelle di scrittore, con svariate opere pubblicate, e di musicista.

Incipit “L’INGANNO DEL SECOLO”

Un papa in odor di santità, Francesco, due canonizzati: Giovanni XIII e Giovanni Paolo II. Un milione di fedeli in piazza San Pietro, 2 miliardi di telespettatori in tutto il mondo, diecimila addetti alla sicurezza. Un giro di milioni di euro nella città eterna (...) Un uomo vestito di bianco, il vescovo di Roma, Jeorge Mario Bergoglio che come tutti i pontefici sostiene di essere il vicario ( che ne fa le veci), di Cristo, una chiesa, quella cattolica di Roma che lo dichiara da quando è stata fondata,  “infallibile”, in virtù di questo presunto vicariato. Ma le cose stanno proprio così?

Parere della giuria

Interessante indagine su alcuni degli ultimi Papa e sulla Chiesa. “L’inganno del secolo “ ci parla della religione e degli equivoci che ne sono sorti negli ultimi 2000 anni grazie anche all’ausilio di articoli di giornale e tesi storiche.




ANGELA BALDI, CODICE OTTO, LUCA SCARANO, NONI CLASSIFICATI


Angela Baldi vive a Bari dove ha lavorato come insegnante, attualmente è in pensione ed ha al suo attivo diverse pubblicazioni. Codice Otto è lo pseudonimo di Bruna Lucchetti, che vive e lavora a Bologna e Reggio Emilia. E’ Laureata in Medicina e Chirurgia. Luca Scarano  è nato a Salerno nel 1970. Ingegnere meccanico. Gestisce il blog  "Occhi di Barbalbero”.

Incipit “PROTOCOLLO CAPRAIA”

Era vento sul piccolo molo a Livorno, freddo ma non ancora pungente, insistente, invadente. Del resto questo è il Tirreno toscano, tra l’Elba e la Corsica! E poi era fine Ottobre e ormai si aspettavano burrasche e

acquazzoni. E vento, naturalmente! Ma era anche l’Ottobre del cielo ripulito dopo la pioggia, dell’aria rarefatta e dei magnifici tramonti sull’orizzonte marino.

Eusebius era sul ponte del suo piccolo peschereccio, che spesso utilizzava come traghetto o battello da carico. Era uno strano uomo di mare, ma almeno sulla pazienza non si poteva equivocare, proprio da capitano di nave. Stava fumando un piccola pipa scura, con il fornello a forma di cipolla, che lo aiutava a non guardare insistentemente l’orologio.

Parere della giuria

Menzione alla sperimentazione per un romanzo che affronta, dal punto di vista di tre scrittori, lontani tra loro e che neanche si conoscono, temi piuttosto importanti della vita moderna come trasporti, denaro ed eutanasia.



TIZIANA NIGRO, DECIMA CLASSIFICATA

TIZIANA NIGRO, di Melfi, lavora per una multinazionale ed è agente di commercio; appassionata lettrice e scrittrice, ha al suo attivo due romanzi pubblicati e la partecipazione a diversi concorsi letterari.

Incipit “IL CHIASSO DEL SILENZIO”

Tutto accadde nella notte tra il 2 e il 3 marzo 1944. Finita la guerra nel Sud Italia, il fronte si era spostato più a nord, oltre Napoli e la Basilicata. Dalla stazione di Salerno partì il treno merci 8017, composto di due motrici a carbone in testa, con 41 vetture vuote e 6 cariche di merce, e su di esse molti viaggiatori, forse troppi, con regolare biglietto e alla ricerca di vivande nell’entroterra lucano, che salirono sull’unico treno disponibile.

(…)

Qui finisce tutto e inizia una nuova storia. Ora ho la consapevolezza di non sapere più chi sono e cosa voglio. Ed è per non morire del nulla che ho bisogno di ritrovare me stessa prima che sia troppo tardi. Non si può vivere senza la propria essenza.

Parere della giuria

L’incidente ferroviario di Balvano del 1944 è oggi quasi completamente dimenticato. La scrittrice fa rivivere le 600 vittime nel lungo racconto di una giovane donna che ripercorrendo le vicende di quel disgraziato giorno, comprende se stessa ed il proprio uomo in una sorta di contrappasso spirituale.